Cervicalgia: Cause, sintomi e possibili rimedi del dolore al collo

In Area Funzionale, newsby Deborah

Che cos’è la cervicalgia

La cervicalgia è uno dei disturbi più diffusi nel mondo occidentale. Si stima infatti che circa il 60% della popolazione europea ne soffra, specialmente a causa di sedentarietà, posture scorrette, fattori traumatici e stress.

Con cervicalgia (da: cervic(ale) + algia (dolore) = dolore cervicale) si definisce una condizione di dolore a livello del segmento cervicale della colonna vertebrale. Noto anche con il nome di rachide cervicale, costituito dalle sette vertebre che formano l’asse di sostegno del collo e della testa. Quindi, quando si parla di cervicalgia si intende generalmente un dolore a livello del collo.

Il dolore irradiato

Ma la cervicalgia può talvolta irradiarsi in altre parti del corpo ed essere associata a problematiche in altri distretti quali le spalle, il cranio, gli arti superiori (in questo caso si parla di cervicobrachialgia) o addirittura ai visceri.

Questo è dovuto dal fatto che dal segmento cervicale, che collega il cranio con il resto della colonna vertebrale, dipartono molti dei rami nervosi che si occupano di compiere le principali funzioni motorie del corpo umano e le funzioni sensitive di importanti organi come il cuore, il diaframma e il fegato.

Cause del dolore cervicale

Le cause della cervicalgia possono essere di varia natura. Il rachide cervicale ha caratteristiche anatomiche e fisiologiche totalmente differenti dal resto della colonna vertebrale, giustificate dalla specificità del suo compito primario: garantire costantemente la verticalità e l’orizzontalità dello sguardo, sia nella statica che nella dinamica quotidiana.

Oltre a questo, il rachide cervicale possiede sia una funzione puramente meccanica di sostegno del peso del cranio che una funzione di protezione del midollo spinale, contenuto nel canale midollare posteriore.

Ecco perché il rachide cervicale, con la sua grande mobilità, rappresenta oggi al contempo un punto di forza e un punto di debolezza dell’uomo: le abitudini dell’uomo moderno tendono ad accentuarne la fase statica, a discapito di quella mobile, costituendo un vero e proprio squilibrio a livello della muscolatura cervicale.

Nella maggior parte dei casi quindi, all’origine del dolore cervicale troviamo un’alterazione, non grave, che interessa proprio le strutture meccaniche: muscoli, legamenti, dischi intervertebrali e articolazioni, che garantiscono sia il movimento che il sostegno. Basta uno sforzo non adeguato a livello del collo, o una postura non corretta a creare una lesione di queste strutture.

Alcuni sintomi della cervicalgia

sintomi cervicalgiaIl dolore percepito dai pazienti affetti da cervicalgia è di entità variabile e la sua localizzazione e natura aiutano spesso a capire l’origine del problema. Gli effetti più comuni legati al dolore cervicale possono essere:

  • Mal di testa
  • Difficoltà a prendere sonno
  • Intorpidimento o formicolio agli arti superiori
  • Sensazione di debolezza diffusa.

La cervicalgia, nelle sue forme più subdole, compromette seriamente la nostra qualità di vita e può essere pesantemente invalidante nella quotidianità.

Trattamento della cervicalgia

Per eliminare il dolore viene spesso consigliata una terapia farmacologica, ma se si vuol stare meglio nel tempo bisogna cambiare il proprio stile di vita.

Se la cervicalgia è frequente e persiste nel tempo risulta assolutamente necessario intraprendere un percorso riabilitativo per migliorare la funzionalità della zona cervicale.

Tale percorso può comprendere sedute di terapia manuale (ad esempio sedute di massaggio, sedute di terapia manuale osteopatica, agopuntura…), esercizi specifici per il collo, norme educative e comportamentali e l’utilizzo di rimedi naturali (quali impacchi caldi sulla zona, utilizzo di olii essenziali, soprattutto rosmarino e lavanda, conosciuti per le proprietà rilassanti e defaticanti).

Attenzione al text neck!

Il corpo ha bisogno di movimento, l’immobilità è un pericoloso fattore di rischio per la nostra salute. Mantenere una posizione fissa troppo a lungo comporta indubbiamente delle risposte di adattamento da parte delle strutture che compongono il nostro corpo. L’utilizzo prolungato degli smartphone, per esempio, sollecita eccessivamente la parte alta del rachide cervicale, normalmente abituata a sostenere il cranio, di circa 5 kg medi di peso.

La flessione in avanti del capo, tipica di chi sta utilizzando uno smartphone (il cosiddetto text neck), causa un aumento di carico sulle vertebre cervicali di 12 Kg per circa 15 gradi di inclinazione (27 Kg per 60 gradi!). Ne conseguono irrigidimenti muscolari e articolari, eccesso di tensione a carico di spalle e collo, possibile perdita della curvatura fisiologica del tratto cervicale.
È importante utilizzare con moderazione questi supporti, sforzandosi di mantenere una posizione quanto più “naturale” possibile.

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