Cicatrici che non si scordano… colpa delle aderenze!

In Area Funzionale, newsby Deborah

Un intervento chirurgico, il parto, un momento di distrazione, una rovinosa caduta in bicicletta… Siamo in molti a portare sul corpo delle cicatrici a causa di un evento passato.
A volte abbiamo completamente dimenticato di possedere questi particolari segni, altre invece, a causa della posizione o di un particolare fastidio, il ricordo affiora spesso.
Ogni cicatrice è un segno indelebile, un ricordo, un momento della nostra storia passata e lì dovrebbe rimanere, nel passato.
Consentitemi di spiegarmi meglio. Come terapisti non è raro scontrarsi con pazienti che hanno un rapporto spiacevole con le loro cicatrici. Questo spesso dipende dal fatto che non sono mai state trattate.

I tempi di riparazione del nostro corpo

La cicatrice è l’esito di una lesione, ovvero il risultato di quello che il nostro corpo ha fatto per ripararsi.
Più il danno è complicato, o di grande portata, più si corre il rischio che la cicatrice causi problemi. I disturbi possono presentarsi subito dopo l’evento o a distanza di anni.

Ogni lesione impiega circa 2 anni per ripararsi completamente. Sebbene già dopo circa 15 giorni possiamo vedere la cute integra e rosa, la riparazione è ancora precaria.
Nei successivi 24 mesi andremo incontro al processo di rimaneggiamento, dove la riparazione si strutturerà sempre più fino a diventare stabile. Durante questo periodo viene determinato il futuro aspetto della cicatrice, ed è quindi essenziale che essa venga trattata adeguatamente in questa fase.

Rischi di una cicatrice trascurata

Per quale motivo è così importante intervenire? Quali sono i rischi che si corrono se non si danno le giuste attenzioni ad una cicatrice?

  • Squilibri circolatori: i vasi nella zona di una lesione vengono interrotti e quindi i liquidi potrebbero accumularsi nella zona creando gonfiore, ma anche accumuli di sostanze di scarto e quindi infiammazione.
  • Alterazioni del neurovegetativo: le terminazioni nervose presenti nella zona possono dare sensazioni alterate, come poca o troppa sensibilità ad uno stimolo esterno. Inoltre, una cicatrice “patologica” porta ad aumentare la produzione di adrenalina, alterando l’equilibrio ormonale, e quindi psico-fisico, della persona.
  • Aderenze: il tessuto di riparazione può creare dei filamenti che vanno ad ancorarsi a strutture vicine, come delle corde che impediscono i movimenti, causando danni:
    – posturali
    – muscolo-fasciali
    – organici-viscerali

La cicatrice in 3 dimensioni

Sebbene siamo portati ad immaginare le cicatrici come qualcosa di superficiale, che interessa la sola cute, dobbiamo ricordare che queste si sviluppano in tre dimensioni. Esiste anche una profondità della cicatrice.
Più una lesione è stata profonda, maggiore è la possibilità che ci siano aderenze cicatriziali e che quindi vengano coinvolte anche altre strutture.

La cicatrice addominale

Le cicatrici dovute a chirurgia addominale sono considerate quelle che maggiormente comportano aderenze (si sviluppano quasi nel 100% dei casi).
Non è raro che un paziente, dopo un intervento di questo genere, lamenti problematiche dell’intestino come meteorismo, stipsi o colon irritabile. A volte sono possibili anche dolori cronici addominali o disordini digestivi.

La cicatrice del Cesario in alcuni casi potrebbe dare disturbi del ciclo mestruale, da dolori, alterazioni del flusso, fino all’endometriosi o anche l’infertilità.

Un danno ai muscoli dell’addome (che si inseriscono a livello dell’osso pubico) potrebbe sfociare in una alterazione posturale, che ha incidenze anche sulla regione lombare o causare una pubalgia.
In altri casi il danno potrebbe manifestarsi a livello della vescica con minzioni frequenti, incontinenza o cistiti.

Trattare le cicatrici è indispensabile

Come abbiamo visto, trascurare una cicatrice può recare notevoli danni.
Per questo motivo diventa necessario, ad esempio dopo un intervento chirurgico, non dedicarsi solo alla riabilitazione della sede dell’intervento, ma anche al trattamento della relativa cicatrice.
A volte alcuni interventi ortopedici non sono considerati riusciti proprio perché la cicatrice, o le sue aderenze, ostacolano l’escursione del movimento.

Utilizzando le tecniche di terapia manuale e lo stretching si agisce per eliminare le aderenze e rendere il più possibile funzionale il tessuto cicatriziale, ridando mobilità ai tessuti ed agli organi, che riacquistano la capacità di svolgere il loro lavoro (quasi) come prima.

In questo modo è possibile realmente portare una differenza sostanziale nella vita del paziente, anche se sono trascorsi due anni dall’evento. Anche le cicatrici meno recenti reagiscono molto bene al trattamento.
Non sottovalutiamo l’importanza di una cicatrice sulla nostra Salute generale.

Qualche consiglio per chi ha una cicatrice

  • Evitare il sole per almeno i prime sei mesi. Le cicatrici non contengono melanina e quindi il rischio di causare danni alla cute (tumori cutanei) è davvero elevato. Proteggiamo sempre le cicatrici con la crema solare adeguata.
  • Evitare lunghi bagni per le prime settimane dopo la lesione.
  • Tenere le ferite idratate durante la fase di guarigione, esistono creme apposite per non far seccare troppo la “crosta” ed evitare che si rimuova prima del tempo. Alcune creme sono efficaci anche contro il prurito.
  • Evitare attività fisica per circa 2 settimane dopo una lesione, si corre il rischio di riaprire la ferita.

Se la cicatrice cambia aspetto nel corso del tempo, in genere in peggio, è necessario chiedere un parere medico. Alcuni tumori cutanei possono presentarsi in questo modo.

Perle di salute – Mobilizzare la cute

Per evitare aderenze e tensioni anomale su una cicatrice è necessario mobilizzare la cute.
In base alle dimensioni, ponete la mano o le dita sulla cicatrice.
Con pressione leggera, cercando di non andare in profondità, muovete la mano lentamente in tutte le direzioni possibili, facendo scivolare la cute sulle strutture sottostanti.
Inizialmente troverete un po’ di resistenza da parte dei tessuti, in seguito invece il movimento sarà più fluido.
Se la cicatrice è particolarmente recente, o dolente, potete fare le manovre utilizzando della stoffa morbida tra la cicatrice e la mano.
Ripetete questo esercizio per qualche minuto, una o due volte al giorno, fino a quando il miglioramento non diventa permanente.


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