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L’importanza del Problem Solving nel percorso educativo

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L’importanza del Problem Solving nel percorso educativo

L’importanza dello studio e del Problem Solving nel percorso educativo

I primi due decenni della nostra vita sono dedicati principalmente allo studio: lezioni, esercizi, compiti, interrogazioni, verifiche, esami… dalla scuola elementare all’università, anno dopo anno.
Tante persone continuano a studiare anche in età adulta per diventare più efficaci e aggiornate nell’ambito lavorativo, per imparare una nuova professione, per interesse amatoriale verso alcune discipline (arte, musica, politica, informatica, storia…).
È importante studiare perché l’apprendimento non consiste nell’accumulare semplicemente le nozioni, ma ci consente di acquisire competenze, ovvero capacità di utilizzare nel mondo reale ciò che abbiamo appreso a scuola, per affrontare sfide e raggiungere i nostri obiettivi.

Studiare ci permette di sviluppare capacità di risolvere problemi, fondamentale per avere successo nella vita personale e professionale. L’efficacia delle nostre azioni aumenta significativamente quando sfruttiamo i principi di Problem Solving.

Il concetto di problem solving

Problem Solving significa letteralmente “risoluzione di problemi”, è un processo utilizzato in molti campi specifici, compresi l’intelligenza artificiale, l’informatica, l’ingegneria, la psicologia, le scienze cognitive… 
È utile non solo per scienziati e professionisti, ma fa parte della vita di tutti i giorni, per trovare soluzioni a problemi difficili o complessi.

Identificare e definire il problema

Quando possiamo dire che ci troviamo davanti a un problema?
Un problema esiste quando abbiamo un obiettivo e non sappiamo come raggiungerlo. Se lo sapessimo, non sarebbe un problema!

Non sempre ne siamo consapevoli, ma a scuola ci insegnano a risolvere problemi seguendo le fasi fondamentali di Problem Solving.
Ciò accade, per esempio, alle lezioni di matematica. Per risolvere problemi di matematica, dobbiamo:

  • definire il problema da risolvere
  • individuare le informazioni (dati del problema) in nostro possesso e le nostre conoscenze/risorse (teoremi o formule già appresi)
  • scegliere una strategia di soluzione che ci sembra più adatta
  • applicare la strategia scelta
  • valutare il risultato ottenuto grazie alle nostre azioni.

Questo metodo si applica alla soluzione di vari problemi, non solo quelli di matematica!

Affrontare le sfide dello studio

Grazie allo studio, acquisiamo molte conoscenze utili, ma è importante non dimenticare che lo studio è un’attività che richiede impegno, fatica, dovere e obbligo.
Nel percorso di studio, che comprende comprensione, memorizzazione, apprendimento e esposizione, è possibile incontrare alcune difficoltà che impediscono di ottenere risultati positivi. A volte, il superamento di tali difficoltà richiede semplicemente un maggiore impegno, mentre in altre situazioni è necessario colmare eventuali lacune didattiche precedenti.
Tuttavia, quando la difficoltà diventa insormontabile, si trasforma in un problema. In questo caso dobbiamo applicare il Problem solving appreso nel processo didattico, al processo didattico stesso!

Applicare il Problem solving al processo didattico

Nella maggior parte dei casi, la difficoltà nello studio non è legata alle capacità cognitive (memoria, intelligenza) o motivazionali (passione, interesse), ma è piuttosto riconducibile alle strategie disfunzionali utilizzate nell’affrontare lo studio e la performance scolastica.
In altre parole, è proprio il trattamento errato delle difficoltà di studio che contribuisce a perpetuare un basso rendimento o a bloccare sempre di più la performance dello studente.
In questo caso ci serve il Problem Solving Strategico!

Problem Solving Strategico nello studio

Prima di tutto, è necessario definire il problema.
Questa è una fase cruciale, poiché ciò che viene percepito come il problema evidente spesso non è il problema reale, ma solo il suo effetto o conseguenza.
Ad esempio, uno studente in difficoltà potrebbe affermare che il suo problema è non riuscire a superare un esame; tuttavia, questo potrebbe rappresentare la conseguenza negativa di un problema più profondo legato alla preparazione all’esame. Ma in cosa consiste veramente il problema? Lo studente potrebbe utilizzare un metodo di studio poco efficace o potrebbe provare un’ansia tremenda durante l’esame che gli impedisce di esporre le conoscenze acquisite.
Analizzare attentamente la situazione, approfondire e individuare la situazione critica originale rappresenta l’unico modo per giungere a una soluzione efficace.

Il secondo passo consiste nel comprendere e descrivere le strategie di studio e le strategie di gestione delle difficoltà adottate dallo studente.
Se il problema persiste, significa che le azioni intraprese non sono affatto efficaci, anzi, contribuiscono a mantenere la situazione problematica.
Consideriamo qualche esempio: lo studente mostra incapacità persino nel leggere, concentrarsi, comprendere o focalizzare l’attenzione sul materiale di studio? Si ritrova a dedicare ore ai libri, ma sembra continuare a non comprendere nulla? Forse si tratta di uno studente “evidenziatore seriale” che utilizza il metodo di studio appreso alla scuola elementare? Sottolinea, evidenzia, ripete più volte per imparare il testo a memoria, come quando studiava le poesie alla prima elementare? Oppure, lo studente pecca di perfezionismo scolastico, il suo impegno diventa pedanteria, impegnandosi eccessivamente nel concentrarsi su minimi dettagli? Dimostra una ricerca ossessiva di completezza, esaustività e impeccabilità nello studio? Potrebbe anche essere afflitto dal panico da esame, che lo paralizza durante le interrogazioni o lo spinge a fuggire, non presentarsi all’esame? Infine, potrebbe procrastinare lo studio fino all’ultimo momento, organizzando una maratona notturna prima di un esame?

Una volta identificate le strategie disfunzionali, è essenziale cercare di bloccarle, smettendo di adottare approcci che mantengono il problema invece di risolverlo, per poi iniziare a organizzare lo studio diversamente, apportando cambiamenti concreti nel modus operandi dello studente.

Applicando nuove strategie, è fondamentale valutare costantemente i loro effetti. L’obiettivo è migliorare l’efficacia dello studio e rafforzare la fiducia dello studente nelle proprie risorse. La strategia scelta deve corrispondere all’obiettivo prefissato e può essere modificata se risulta inefficace.

Risolvere problemi complessi: un approccio sequenziale e globale

Se il problema fosse così complesso da richiedere non una singola soluzione, ma un insieme di soluzioni in sequenza, è fondamentale non affrontare insieme tutti i problemi, iniziando invece ad affrontare quello più accessibile sul momento.
Una volta risolto il primo, si passa al secondo e così via, mantenendo però, fin dall’inizio, la visione della globalità. L’intento è quello di aggiustare progressivamente il tiro, tenendo sempre bene a mente dove vogliamo arrivare, fino a giungere alla soluzione del problema sorto nel percorso didattico.

Approcci efficaci allo studio: metodi, creatività e riflessione

Lo studio ci offre la possibilità di esplorare nuove discipline, ampliare i nostri orizzonti e soddisfare la nostra curiosità. È importante riflettere su come studiamo.
La scuola fornisce molte nozioni, ma non ci insegna come imparare ad apprendere. Studiare è un’attività che richiede metodo, tempistiche e creatività. Si studia per raggiungere obiettivi, utilizzando le proprie capacità critiche, evidenziando parole chiave, gerarchizzando e costruendo schemi. Dialogare con sé stessi e con l’autore del testo è parte integrante di questo processo.
La rielaborazione personale delle nozioni in modo creativo è alla base di un apprendimento efficace e duraturo.

Perle di Salute: distrazioni e ripassi strategici

Durante lo studio, via le distrazioni

Le distrazioni sono un problema serio, non solo per i ragazzi alle prese con lo studio, ma anche per gli adulti.
Per completare un compito in modo veloce ed efficiente, è essenziale evitare tutti i tipi di distrazione:

  • inizia trovando un ambiente tranquillo, privo di rumori o interruzioni
  • metti il cellulare in modalità silenziosa (meglio ancora se spento!) e lontano dalla tua portata
  • elimina tutte le notifiche che possono interrompere la tua concentrazione
  • concentrati solo ed esclusivamente sullo studio per massimizzare la tua produttività.

Ripassi strategici

Il ripasso è fondamentale per consolidare le informazioni nella memoria a lungo termine. Per raggiungere questo obiettivo:

  • programma sessioni di ripasso regolari, in modo da rivedere ciò che hai studiato in modo preciso e mirato
  • utilizza tecniche di ripetizione spaziata, come ripassare gli argomenti a intervalli di tempo sempre più lunghi (dopo un’ora, dopo un giorno, dopo una settimana, dopo un mese), per rafforzare la memorizzazione delle informazioni apprese
  • nel periodo più intenso di preparazione all’esame, prendi l’abitudine di ripassare velocemente, la sera, quello che hai studiato durante la giornata, mentalmente e/o sfogliando le pagine lette e i tuoi appunti.

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