Massaggio in gravidanza: benefici, controindicazioni e falsi miti

In Area Funzionale, newsby Deborah

Affrontare una gravidanza comporta una serie di cambiamenti che il corpo della futura mamma deve sopportare e questo non succede sempre con molta facilità.
Alcune strutture anatomiche sono sottoposte a maggiori stress causati dall’aumento di carico e a modifiche del funzionamento di alcuni apparati, cui conseguono, quasi sempre, fastidi e dolori.
Ovviamente, un fisico con una buona “resistenza” e omeostasi di partenza avrà maggiori possibilità di rispondere a questi stress senza generare disturbi.

Principali cambiamenti del fisico in gravidanza

Articolazioni e legamenti

Articolazioni e legamenti del bacino si allentano e divengono più flessibili con il passare dei mesi. Questa consente di creare spazio all’utero ingrandito e prepara la donna al parto, ma comporta, al contempo, una leggera alterazione posturale.

Ormoni

L’equilibrio ormonale viene modificato:
  • la tiroide, stimolata da un ormone prodotto dalla placenta a divenire più attiva
  • i livelli di estrogeno e progesterone aumentano precocemente in gravidanza
  • le ghiandole surrenali aumentano la produzione di aldosterone e cortisolo, che contribuiscono alla regolazione dei liquidi escreti dai reni e di conseguenza vengono trattenuti più liquidi.

Cuore e sistema vascolare

Anche il cuore viene sovraccaricato: con la crescita del feto, il cuore deve pompare una maggiore quantità di sangue verso l’utero e, man mano che quest’ultimo ingrandisce, disturba il ritorno del sangue dagli arti inferiori e dalla regione pelvica al cuore.
Il reflusso ridotto di sangue provoca edema e aumenta il rischio di comparsa di vene varicose, preme contro la vescica, riducendone le dimensioni e quindi inducendo la donna ad urinare con maggior frequenza.

La difficoltà connesse alla gestione di tutte queste alterazioni potrebbe generare sconforto, ansia, frustrazione e anche disagio verso sé stesse.

Terapie manuali e gravidanza

Le terapie manuali rappresentano un’ottima modalità per migliorare lo stato sia fisico che psicologico della puerpera, influenzando la sua salute a diversi livelli, apportando benefici a tutti gli apparati e garantendo, al contempo, un momento di distensione e relax.Non esiste una specifica tecnica di massaggio per la gravidanza, alcune però possono essere più indicate di altre per specifici disturbi, ad esempio:

  • massaggio classico: utile soprattutto per ridurre gli stati di tensione muscolare eccessiva e il dolore
  • drenaggio linfatico manuale: è possibile assistere in gravidanza ad un aumento del ristagno di liquidi (soprattutto nelle ultime fasi della gravidanza) e in questo caso il DLM si rivela la tecnica elettiva
  • massaggio del tessuto connettivo: permette di contrastare, o comunque alleviare, disturbi localizzati all’area di trattamento, ma anche di esercitare effetti riflessi su organi e tessuti lontani, quindi utile per trattare disturbi di natura molto differente
  • massaggio delle zone riflesse del piede: consente di agire in maniera efficace su tutti gli apparati del corpo, quindi è particolarmente utile per trattare le problematiche di natura ormonale, digestiva, cardiocircolatoria.

Un trattamento che combini sapientemente più tecniche, consente di agire su problematiche di natura differente, sommando efficacia e potendo valutare ogni caso di possibile controindicazione proponendo una soluzione alternativa.

Rischi, controindicazioni e falsi miti

Sottoporsi ad un massaggio in gravidanza non comporta, generalmente, alcun rischio per la futura mamma e bambino; esistono tuttavia delle precauzioni da tenere in considerazione:

  • evitare massaggi prima dei 4 mesi: non è mai stata confermata scientificamente una relazione tra l’aborto spontaneo e i massaggi effettuati nei primi tre mesi di gravidanza. L’interruzione si verifica indipendentemente dal fatto che le donne si sottopongano al trattamento e non esistono documenti che citano esplicitamente i massaggi come possibile causa di interruzione spontanea di gravidanza.
    Ma ci guida sempre il principio di precauzione, quindi evitiamo di trattare la paziente in questo periodo così delicato e in cui la percentuale di aborto spontaneo è maggiore.
  • Considerare la posizione di operatore e paziente cercando un giusto equilibrio tra comfort della paziente (che potrebbe mal sopportare il mantenimento di alcune posizioni) ed ergonomia dell’operatore. L’utilizzo di alcuni supporti di posizionamento, cuscini, potrebbe essere indicato, come anche manualità in aree particolarmente sensibili (ad esempio l’addome). In ogni caso, la disponibilità ad adattarsi alle esigenze della paziente è fondamentale.
  • Accertarsi dello stato della paziente e verificare che la gravidanza proceda in modo fisiologico, senza complicazioni, che non sia, cioè, considerata “a rischio”. In questo caso sarà necessario consultarsi con il suo medico curante.
  • Vanno, come sempre, valutate possibili situazioni di allerta per definire indicato il trattamento che ci proponiamo di eseguire. La possibilità di variare tecnica, anche durante la seduta, potrebbe rivelarsi un’ottima strategia per evitare eventuali e possibili situazioni di controindicazione (meglio, in ogni caso, consultare lo specialista in presenza di disturbi particolari come pressione alta, diabete gestazionale, ipotensione, preeclampsia, edema cardiaco, condizioni di rischio che coinvolgono la placenta).

Benefici del massaggio prenatale

I principali benefici del massaggio prenatale riguardano svariate strutture appartenenti a diversi sistemi e apparati, apportando:

  • miglioramento delle funzioni del sistema immunitario
  • sensazione generale di rilassamento, che favorisce il sonno e aiuta a combattere lo stress
  • diminuzione del dolore e miglioramento delle funzionalità di muscoli e articolazioni sottoposti ad un carico aumentato come schiena, arti inferiori,…
  • stimolazione della circolazione sanguigna
  • riduzione delle problematiche connesse alle alterazioni posturali
  • riduzione del gonfiore localizzato
  • miglioramento delle problematiche digestive e di evacuazione
  • preparazione al parto

Perle di salute – Alleggerire il carico sulla schiena

Con l’aumento di volume della pancia, aumentano anche le tensioni che i muscoli, le articolazioni e la colonna lombare devono sopportare. Per ridurre le tensioni e il dolore percepito, che in qualche caso potrebbe risultare invalidante, è importante distendere la muscolatura paravertebrale.

Un semplice ed efficace esercizio che la futura mamma può eseguire in ogni condizione consiste nell’allungare la colonna vertebrale: da posizione seduta e con gli arti inferiori distesi, possibilmente in appoggio contro una superficie verticale, immaginiamo di avere un filo che dal vertice del cranio ci tira verso l’alto. Eseguito con costanza e per qualche minuto di seguito, riporta elasticità alle fibre muscolari irrigidite dall’ipersollecitazione del periodo.

Per approfondire…
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