Il sistema linfatico: il “secondo sistema circolatorio” che quasi nessuno conosce
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Faccio parte della generazione cresciuta guardando quel cartone animato che spiegava come siamo fatti. Sono abituata a immaginare globuli rossi parlanti che girano per il corpo, aiutati da altri omini bianchi che combattono le malattie. Ma quando mi hanno parlato del sistema linfatico, devo ammettere che proprio non lo ricordavo!!
Effettivamente questo sistema è una superstar segreta. È una vera e propria rete di vasi, anche se diversa da quella sanguigna: ha infatti molti punti di origine nei tessuti e due principali punti di sbocco nel circolo venoso chiamati terminus. Inoltre non trasporta sangue ma linfa.
Il sistema linfatico serve a gestire i liquidi del nostro corpo e, in particolare, si occupa di recuperarli quando rimangono nello spazio tra le cellule. Oltre ai liquidi, trasporta anche proteine, cellule, altre sostanze provenienti dai tessuti, e spesso anche alcune molecole dannose, come virus e batteri.
Questa soluzione di liquidi e altre sostanze viene chiamata linfa.
Il sistema linfatico non si limita però a raccogliere la linfa. Una volta recuperata, si occupa anche di filtrarla e di contribuire alla risposta immunitaria. Questo compito viene svolto soprattutto nei linfonodi, piccole strutture ricche di cellule immunitarie che sono pronte a riconoscere e contrastare eventuali microrganismi o altre particelle estranee.
Una volta attraversati i linfonodi, i liquidi raccolti dal sistema linfatico possono essere riversati nuovamente nel sangue, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio dei liquidi dell’organismo.
È quindi facile capire quanto sia importante il sistema linfatico per la nostra sopravvivenza e per il nostro benessere.

Potrebbero comunque esserci dei “disguidi”. Il sistema linfatico potrebbe non funzionare a dovere oppure potrebbe avere delle parti mancanti o danneggiate. Cosa succederebbe quindi?
Innanzitutto dobbiamo sapere che il sistema possiede una certa capacità di compensare eventuali difficoltà. Quando però questa capacità non è più sufficiente, il primo segnale può essere la comparsa di un edema, ovvero di un gonfiore dovuto all’accumulo di liquidi nei tessuti.
Capita a tutti di avere una giornata in cui le caviglie sono più gonfie, oppure di ritrovarsi con il segno lasciato da un indumento o da un braccialetto. Questo può succedere, per esempio, dopo essere rimasti a lungo nella stessa posizione o con il caldo e non significa necessariamente che ci sia un problema del sistema linfatico.
Se invece notiamo che il gonfiore tende a persistere o a ripresentarsi, oppure compare una sensazione di tensione, pesantezza o un cambiamento della consistenza dei tessuti, è opportuno approfondirne la causa.

Quando il problema riguarda effettivamente il sistema linfatico, il drenaggio linfatico manuale può essere la soluzione al problema. È una tecnica dolce e delicata che, attraverso specifiche manualità, favorisce il trasporto della linfa e il drenaggio dei liquidi dai tessuti.
Le manualità del linfodrenaggio sono in grado di aumentare la quantità di liquido che viene drenato e anche la velocità di circolazione della linfa.
Ma cosa succede se liquidi e altre sostanze dovessero rimanere accumulati nei tessuti, come nel caso di un edema persistente?
Per via di complesse reazioni, il corpo tenderebbe a richiamare ancora più liquidi nella zona e inoltre, i materiali di scarto infiammerebbero i tessuti circostanti, portando addirittura a delle alterazioni dell’attività immunitaria. Saremo quindi più gonfi e soprattutto più esposti a infiammazioni e infezioni.
La patologia causata da una difficoltà del sistema linfatico si chiama linfedema e può essere diagnosticata dal medico.
Il trattamento viene stabilito in base alla situazione individuale e prevede il drenaggio linfatico manuale inserito in un iter terapeutico più complesso chiamato terapia decongestionante complessa.
Per questo motivo è utile muoversi fin dai primi sintomi di alterazione del sistema, senza aspettare che diventino eclatanti. Una valutazione da parte di un terapista formato in linfodrenaggio manuale può essere il primo passo per valutare i segni di edema e intervenire per sostenere il corretto funzionamento del sistema linfatico.
Se a fine giornata le gambe risultano pesanti potrebbe essere utile fare degli sfioramenti partendo dal piede e arrivando fino alla coscia pensando di portare i liquidi dal basso verso l’alto.
Se possibile, prima fate qualche scalino; aprire e chiudere le articolazioni infatti “spreme” i linfonodi e migliora il flusso linfatico, liberando la strada ai liquidi che verranno recuperati in seguito.
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