Sovrappeso e obesità: affrontarli con alimentazione e stile di vita adeguati

In Area Biochimicaby Deborah

Con il termine obesità si indica una condizione caratterizzata da un eccessivo contenuto di grasso corporeo.
Nel 2001 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha coniato il termine “Globesity” per sottolineare la gravità della situazione a livello mondiale. Si parla appunto di epidemia mondiale, dove circa 1 miliardo di persone sono sovrappeso e di queste 300 milioni obese.

L’indice di massa corporea IMC (body mass index BMI) è l’indice per definire le condizioni di sovrappeso-obesità più ampiamente utilizzato, anche se dà un’informazione incompleta (ad esempio non dà informazioni sulla distribuzione del grasso nell’organismo e non distingue tra massa grassa e massa magra).

L’IMC è il valore numerico che si ottiene dividendo il peso (espresso in Kg) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri). Valori superiori a 30 Kg/m2 definiscono l’obesità (che ha 3 gradi differenti).

In alcuni momenti storici i canoni di “bellezza” associavano il sovrappeso a ricchezza e fertilità: i ricchi potevano mangiare, le donne corpulente erano maggiormente in grado di garantire una gravidanza sana.

Sovrappeso e obesità: un problema che va oltre l’aspetto puramente estetico

L’obesità non è un problema estetico, ma di Salute. Infatti è correlato a molte malattie quali:

  • metaboliche (ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito, sindrome metabolica)
  • vascolari (ictus cerebrali, infarto del miocardio)
  • gastrointestinali (reflusso esofageo, colelitiasi, pancreatite, epatopatie)
  • respiratorie (apnee, insufficienza respiratoria)
  • oncologiche (maggior incidenza di tumori e peggioramento della prognosi)
  • osteoarticolari (artrosi, iperuricemia, gotta)

Aggiunto ai precedenti, vi è anche un problema psicologico: problematiche relazionali, bassa autostima, depressione.

L’obesità è una patologia multifattoriale: fattori dietetici, stile di vita e genetica sono tutti implicati nell’eziologia dell’obesità. Se sulla genetica non si può intervenire, sicuramente sulla dieta e sull’attività fisica si può fare molto!

Seguire un regime dietetico corretto non è semplice! Se nelle prime fasi della vita alimentarsi non è un problema, basta affidarsi al seno materno, dopo, la disponibilità e le pressioni  pubblicitarie non aiutano. A complicarci ulteriormente le cose ci sono poi gli odori, i colori, i sapori dei cibi, ma anche tutti gli altri infiniti significati di cui li abbiamo rivestiti e che poco o nulla hanno a che vedere con le loro caratteristiche nutrizionali.

Attualmente l’approccio verso questa malattia è multidimensionale (bio-psico-sociale), proprio per intervenire su vari aspetti che la caratterizzano.

Attraverso l’azione sinergica di alimentazione e stile di vita è possibile scardinare il circolo vizioso che sottende questi disturbi.

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