Training Autogeno e Sport

In Area Psiche, newsby Deborah

Ormai tutti sappiamo che mente e corpo non sono due realtà distinte: non solo si influenzano a vicenda in modo costante, ma costituiscono due facce della stessa medaglia, l’essere umano.

Il Training Autogeno in breve

Il Training Autogeno (TA) è una tecnica di auto-distensione elaborata dal medico tedesco Johannes Heinrich Schultz nella prima metà del secolo scorso che consiste nell’apprendimento graduale, sotto la supervisione di un operatore/trainer con adeguata preparazione, di una serie di esercizi (quelli di base sono in tutto sei) che generano apprezzabili benefici psicofisiologici.

Applicazioni del Training Autogeno

Il TA è applicabile in molti settori della vita quotidiana come il lavoro, lo studio, le relazioni, l’equilibrio sonno-veglia.
In generale, il Training Autogeno:

  • aumenta un benessere psico-fisico globale
  • migliora l’efficacia nella concentrazione
  • è utilizzato durante la gravidanza per prepararsi al parto
  • è utilizzato nell’ambito dello sport per migliorare la performance.

La volontà, la perseveranza, la resilienza e la capacità di controllare le proprie emozioni sono parte integrante della riuscita nel mondo dello sport, sia agonistico che amatoriale.

Il TA nello Sport

La pratica del Training Autogeno si è rivelata un aiuto eccellente per sostenere la prestazione psicofisica e per aiutare lo sportivo a sviluppare fiducia in sé stesso, migliorando tanto la performance esterna quanto il vissuto interiore associato ad essa.
Il TA è in grado di apportare molteplici benefici, sia al singolo atleta che alla squadra. I più importanti:

  • Il TA può essere usato come “pausa profilattica” tra un tempo e l’altro della gara oppure al termine della prestazione, per favorire il recupero delle energie psicofisiche.
  • Il Training Autogeno permette un miglior recupero dagli allenamenti e migliora la qualità del riposo notturno.
  • Il TA aiuta a scaricare la tensione e l’emotività e ad acquisire un maggior controllo su fattori emotivi (ansia, insicurezza, paura) che possono interferire negativamente con il buon esito di una prestazione sportiva; rappresenta quindi un valido aiuto contro la cosiddetta ansia da prestazione, come testimoniato da alcuni studi condotti a riguardo.
  • Il TA favorisce il rilassamento muscolare, riducendo così il rischio di contratture e di infortuni e rappresentando un importante ausilio nella riabilitazione degli infortuni.
  • Attraverso l’uso di opportuni proponimenti, attraverso il TA è possibile aiutare l’atleta ad aumentare la sicurezza in sé stesso e la convinzione di riuscire a ottenere buoni risultati.
  • Praticato prima di una gara, il TA favorisce una maggiore concentrazione durante la gara stessa.
  • Il TA migliora la concentrazione per il gesto tecnico imparando a stare nel “qui ed ora”.
  • Il TA favorisce un miglioramento del “clima di squadra”: maggiore armonia, superamento di rivalità e antagonismo e aumento del senso di appartenenza e di coesione.

L’introduzione del TA nello sport: qualche esperienza illustre

L’affermazione del TA nello sport è avvenuta in maniera graduale, a partire dai resoconti di alcuni atleti che si sono avvicinati all’allenamento autogeno per motivi personali.  Tra i tanti benefici, riferivano anche migliori prestazioni sportive, maggiore resistenza fisica e più rapido recupero delle energie.
Alla luce di queste constatazioni, molti allenatori della Federazione nazionale tedesca inserirono nei loro schemi di allenamento proprio il TA: il risultato fu che raggiunsero un notevole successo durante i giochi olimpici negli anni ’40 e ’50.

G. Naruse

Un primo studio scientifico sull’utilizzo del TA nelle discipline sportive è quello di G. Naruse: la ricerca intrapresa nel corso del 1960 presso l’Istituto di Tecnologia di Kyūshū (Giappone), ha dimostrato la validità della tecnica e la sua efficacia nella psicologia dello sport.
Il ricercatore osservò un gruppo di 125 sportivi giapponesi, tornati dalle Olimpiadi del 1960 a Roma, notando che quasi tutti gli atleti avevano sperimentato ansia da prestazione e disturbi correlati allo stress, sia prima che dopo le gare. Naruse sperimentò su 56 atleti un programma di allenamento che comprendeva il TA, che consentì di ottenere ottimi risultati riguardo alla paura di esibirsi in pubblico e la capacità di mantenere costante il livello delle performance.
In seguito il TA venne inserito come tecnica standard da applicare prima, durante e dopo le gare.

Hannes Lindemann

Fu davvero sorprendente l’esperienza di Hannes Lindemann, medico e atleta di alto livello, autore del libro “Training Autogeno. Il più diffuso metodo di rilassamento”: nel 1956 attraversò da solo l’Atlantico in 72 giorni, con un comune kayak pieghevole.
Lindemann attribuì al TA il successo di questa avventura, che prima di lui altre 100 persone hanno pagato con la vita.

Piero Gros

In Italia, la prima applicazione del Training Autogeno in ambito sportivo risale ai campionati mondiali di sci di St. Moritz del ‘73. Mario Cotelli, responsabile della Valanga Azzurra, in tale occasione contattò il Prof. L. Peresson per aiutare Pierino Gros. L’atleta dello sci azzurro, prima di ogni discesa veniva preso dall’ansia e dall’emotività, che gli impedivano di poter esprimere le sue doti di grande slalomista. Con l’utilizzo del Training Autogeno, in breve tempo l’atleta superò completamente l’ansia, gli ostacoli emotivi e l’insonnia per le tensioni prima della gara e diventò campione del mondo.

Oggi, il Training Autogeno è utilizzato con successo nella preparazione di atleti di varie discipline sportive: nuoto, sci, calcio, tennis, pentathlon… e potremmo continuare ancora questo elenco.

Grazie a questo ottimo metodo di rilassamento e auto-condizionamento, attraverso la costanza, la perseveranza e l’esercizio continuo si riescono ad ottenere miglioramenti psico-fisici tanto desiderati dagli sportivi.

Perle di Salute: cosa significa “recupero muscolare”?

Significa che il tuo corpo è in grado di recuperare dopo una gara o una sessione di allenamento.
Lo sviluppo muscolare del tuo corpo e il miglioramento delle prestazioni fisiche dipendono dalla qualità e dalla velocità con cui riesci a raggiungere il recupero muscolare completo. Con il giusto recupero, il corpo è molto più resiliente e meno soggetto a possibili infortuni.
C’è una connessione diretta tra corpo e mente: i nostri pensieri e stati emotivi influenzano le nostre reazioni corporee. Questa legge naturale è alla base di tutte le forme di rilassamento attivo, incluso il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo, la meditazione, lo yoga e molte altre discipline.
È stato dimostrato che un programma di rilassamento della durata di 10 minuti riduce la tensione e la concentrazione di acido lattico nei muscoli.

Scopri, con un professionista, quale metodo ti aiuta a recuperare più velocemente e quali tecniche di rilassamento sono più efficaci nel tuo caso!


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