L’agopuntura nel contrasto dei disturbi del sonno

Vi addormentate male, vi svegliate spesso o accusate altri sintomi?

Contate spesso le pecore prima di riuscire finalmente ad addormentarvi? O vi svegliate di notte senza alcun motivo, rigirandovi nel letto?

I problemi di addormentamento e mantenimento del sonno sono le forme più frequenti di disturbi del sonno. Spesso sottovalutato, il sonno è uno dei bisogni fisiologici più importanti del nostro organismo. Insieme alla respirazione e alla alimentazione, permette la vita.

La velocità che contraddistingue l’epoca attuale porta spesso a considerare il sonno come una perdita di tempo. Al contrario le ore della notte sono una sorta di “cibo” per il nostro cervello: i circuiti neuronali possono riposare, migliorando l’attenzione e mantenendoci in salute. Non secondariamente, il sonno ha un ruolo chiave ampiamente dimostrato tra i fenomeni anti-invecchiamento.

Mentre dormiamo, infatti, avvengono molteplici processi attivi nell’organismo. Il cervello rielabora quel che abbiamo vissuto durante la giornata ed è in grado di trovare soluzioni creative ai nostri problemi. Le cellule dell’organismo si rigenerano, vengono prodotte proteine e nuovo sangue. Anche il sistema immunitario lavora a pieno regime durante il sonno.

Conseguenze dell’insonnia

Le persone che dormono poco rendono meno. Secondo gli esperti, il loro potenziale può ridursi di oltre il 70%.
Malattie cardiovascolari, diabete, calo di memoria, demenza, deficit del sistema immunitario, sono solo alcune delle complicanze che si possono associare all’insonnia reiterata nel tempo.

L’utilizzo della farmacologia occidentale per il trattamento dell’insonnia crea spesso dipendenze e fornisce un “sonno artificiale” che frequentemente le persone riferiscono come “non ristoratore”. Inoltre, non è esente da numerosi effetti collaterali come la sonnolenza diurna, l’incremento del rischio di caduta e la dipendenza farmacologica.

punti di agpunturaApproccio della Medicina Cinese ai problemi del sonno

La medicina tradizionale cinese si concentra sul trattamento sia del corpo che della mente, senza l’uso di farmaci, e i praticanti danno particolare attenzione all’energia vitale necessaria per mantenere un corretto equilibrio corpo/mente.

In linea generale, dal punto di vista della Medicina Cinese in caso di insonnia possiamo differenziare tra:

  • condizioni di “Deficit”
  • e condizioni di “Eccesso”

La differenziazione tra queste situazioni può avvenire solamente a seguito di una valutazione energetica basata sulle metodiche della medicina cinese e rappresenta un punto di partenza per impostare un trattamento di riequilibrio energetico che va a migliorare progressivamente la qualità del sonno e il benessere complessivo della persona.

Nessun tipo di insonnia verrà mai trattato esattamente nello stesso modo durante l’agopuntura, ognuno è correlato a un particolare squilibrio.

Trattamento dell’insonnia con l’agopuntura

L’agopuntura mostra un profilo di sicurezza eccellente tanto che oggi sono sempre di più gli specialisti che la consigliano, per aiutare a risolvere i problemi del sonno.

Chiunque abbia provato l’agopuntura, anche per altri motivi, sa benissimo che dopo le sedute di agopuntura spesso si accusa un forte rilassamento e a seguire una condizione di pesantezza del corpo. Durante la pratica clinica capita spesso di vedere pazienti addormentarsi sul lettino o che chiedono di restare altri 5 minuti con gli aghi per la piacevole sensazione di rilassamento.

Perchè accade questo?

Quali sono i meccanismi tramite cui l’agopuntura riesce ad indurre questo stato di rilassamento?

In generale è ormai noto come la stimolazione dei punti di agopuntura abbia numerosi effetti sul sistema nervoso centrale ed endocrino, migliorando la durata e la qualità del sonno. La ricerca clinica ha evidenziato che l’agopuntura può essere efficace nel trattamento dell’insonnia attraverso:

  • Incremento dei livelli di melatonina endogena
  • Stimolazione della secrezione di oppioidi endogeni
  • Incremento dei livelli cerebrali di ossido nitrico che aiuta a promuovere la normale funzione dei tessuti cerebrali e potrebbe migliorare il sonno
  • Incremento del flusso ematico cerebrale
  • Riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico, inducendo il rilassamento
  • Regolazione dei livelli di neurotrasmettitori come la serotonina, dopamina, GABA, noradrenalina, in modo da promuovere il rilassamento e ridurre la tensione

Inoltre, l’agopuntura può essere efficacemente associata ai farmaci occidentali per l’insonnia, potenziandone gli effetti positivi.

Perle di Salute

Una buona igiene di vita come prevenzione e terapia. Se avete un disturbo del sonno, non prendete subito e sempre medicamenti. Nel lungo termine, non vi aiuteranno a risolvere il problema. Concedetevi qualche pausa in più, adottate un rituale rilassante prima di coricarvi e non rimuginate sul problema “sonno”. Piuttosto pensate a cose positive, che vi procurano piacere prima di addormentarvi.

Evitate inoltre tè, caffè, alcool e pasti abbondanti alla sera. E’ importante seguire uno stile di vita corretto, fare attività fisica e ricorrere a metodi di rilassamento come il Training Autogeno, lo yoga e la meditazione.

 

L’agopuntura è una pratica medica che richiede studi approfonditi e molta esperienza, pertanto è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati.

La Terapia Cranio Sacrale: Cos'è, Benefici e Controindicazioni di una tecnica olistica

La terapia craniosacrale è una tecnica della medicina olistica, facente parte della tradizione osteopatica; è pertanto una disciplina eziopatica, incentrata, cioè, sulla ricerca delle cause primarie che provocano i disturbi in una persona.

Breve storia della terapia cranio sacrale

La terapia craniosacrale è una tecnica della medicina olistica, facente parte della tradizione osteopatica. Pertanto viene definita una disciplina eziopatica, incentrata, cioè, sulla ricerca delle cause primarie che provocano i disturbi in una persona.

I principi della tecnica

I principi anatomici sui quali si fonda questo metodo sono la presenza di suture fra un osso cranico e l’altro che ne consentirebbero la mobilità; questa mobilità non sarebbe collegata alle azioni dei muscoli, ma sarebbe generata dalla fluttuazione del liquido cerebrospinale, dalla contrazione di alcune cellule del sistema nervoso centrale, dal movimento del cervello e del midollo spinale nonché dalla presenza delle meningi, che collegano il cranio al sacro.

Tutte queste componenti, in condizione di salute, si muovono in maniera armonica alternando fasi di espansione con fasi di contrazione. Sutherland chiamò tutto questo “Meccanismo Respiratorio Primario” o MRP.

La tecnica della terapia Cranio sacrale

La terapia cranio sacrale consta di manipolazioni dolci delle ossa craniche, viste come un mezzo per interagire con la salute della persona e del sistema nervoso, centrale e periferico. Secondo il Dr. Sutherland, con questa metodica è possibile influenzare il sistema ormonale, trattando le seguenti disturbi:

  • disturbi funzionali ginecologici, come ciclo doloroso
  • disturbi funzionali del sistema nervoso, come alcuni tipi di cefalea, nevralgie, disturbi del sonno e disturbi visivi come strabismo
  • disturbi funzionali dell’occlusione o della masticazione come il bruxismo od il morso incrociato, sinusiti, alcune scoliosi funzionali a partenza cranica
  • disturbi funzionali del bambino come traumi da parto, alterazioni della forma del cranio o le tipiche “colichette” gassose o il mal di orecchi.

I benefici della terapia Craniosacrale

Dato che con questa metodica si interagisce con quello che il Dr. Sutherland definì il Meccanismo Respiratorio Primario, bene si può comprendere come i benefici possano essere rivolti a tutto il corpo. Molte persone che si sottopongono ad un trattamento di terapia craniosacrale riferiscono, in seguito, di sentirsi molto rilassate, con la mente più lucida.

Questa tecnica può portare beneficio anche a chi soffre a causa di stress, difficoltà di apprendimento e di concentrazione, iperattività e dislessia. È un’ottima metodica per ripristinare l’equilibrio e distendere il fisico.

 La terapia cranio sacrale è delicata e sicura. Per questo motivo viene spesso consigliata in circostanze considerate “rischiose” come in gravidanza e dopo un’operazione. La leggerezza del trattamento lo rendono elettivo per i bambini, anche neonati.

Le controindicazioni possibili

Nonostante la terapia cranio sacrale sia una tecnica non invasiva, mirando a migliorare la funzionalità di un sistema fisiologico, presenta delle controindicazioni quali l’epilessia e le emorragie craniche ed i tumori (se a livello dell’asse cranio-sacrale).

Compito del terapeuta della Terapia cranio sacrale

Il compito del terapista cranio sacrale è molto delicato in quanto consiste nel facilitare il meccanismo respiratorio primario, la cui funzionalità è di grande importanza per il benessere della persona considerata nella sua interezza. Ogni trattamento è diverso ed esclusivo, perché rispetta l’unicità della persona e la continua metamorfosi di ogni paziente. 

Poiché il ritmo cranio sacrale è molto sottile, l’abilità a percepirlo costituisce una delle principali qualità di un buon terapeuta cranio sacrale e il presupposto essenziale per mettere in pratica le numerose possibilità offerte da questa tecnica olistica.

Curiosità

Forse non tutti sanno che tutte le fasce del corpo originano dal cranio, pertanto, se paragoniamo queste fasce ai fili che muovono un burattino, facilmente si intuisce come con la terapia cranio sacrale si possa influenzare tutto il corpo di una persona. Inoltre, alcune manovre cranio sacrali possono favorire il parto e ridurre i gonfiori in tutto il corpo.

 

 

 

Distorsione della caviglia: intervenire tempestivamente con il linfodrenaggio

La distorsione della caviglia è uno dei più frequenti traumi dell’arto inferiore. Differentemente da quanto si pensi, non avviene solamente in ambito sportivo. Ogni individuo ne vive quotidianamente il pericolo, accentuato soprattutto dai fattori di rischio tipici della deambulazione: terreno disconnesso o sdrucciolevole, scarpe inadatte, tacchi troppo alti, squilibri muscolo-scheletrici, fretta o disattenzione, uso improprio dello smartphone…

Effetti della distorsione della caviglia

Gli effetti della distorsione sono variamente indimenticabili, come potrà confermare chiunque ne abbia subita una. Si va dal semplice, lancinante, passeggero momento di dolore alla improvvisa ed interminabile sensazione che il mondo sembri letteralmente capovolgersi sotto di noi, mentre una valanga di imminenti problemi di ordine logistico ci affossa la mente: andare al lavoro, portare e prendere i propri figli, la spesa, i corsi di ginnastica, il compleanno della suocera, la gara di domenica… come fare tutte queste cose saltellando su un piede solo?

La distorsione provoca danni di vario tipo ed entità, che il nostro organismo provvede immediatamente a riparare dando il via al processo infiammatorio (rossore, calore, gonfiore, dolore, funzione lesa). Questo fondamentale strumento innato richiede ed impone al corpo umano un tempo di “fermo macchina” indispensabile per evitare l’aggravarsi della situazione e per risolvere completamente e correttamente il danno.

Tempo che l’uomo moderno non si concede più … e qui viene in aiuto il Drenaggio Linfatico Manuale.

Intervenire con il drenaggio linfatico manuale

Il Drenaggio Linfatico Manuale sfrutta le sue manualità lente, leggere ed indolori per rimuovere dalla zona interessata dal trauma gli irritanti ed i residui cellulari da smaltire e riportarvi gli elementi nutritivi utili alla rapida ricostituzione dei tessuti lesi.

Diminuire l’edema è il primo obiettivo per accelerare il recupero della propria indipendenza ed il Drenaggio Linfatico Manuale è la tecnica elettiva per tutti i casi in cui il ristagno dei liquidi crei gonfiore. Imparare a gestire il post-traumatico con il DLM è dunque fondamentale per aiutare le persone a muovere nuovamente i propri passi verso il raggiungimento dei tanti obiettivi quotidiani, piccoli o grandi che siano!

CICATRICE: NASCONDERLA O "SVELARLA"?

“Ogni cicatrice racconta una storia”, recita un detto popolare.
Le cicatrici non sono solo un comune inestetismo.

Che siano causate da un intervento chirurgico, o da una lesione accidentale, è di estrema importanza intervenire e trattarle, per evitare che causino:

  • squilibri neurologici, circolatori e linfatici
  • l’impedimento di un normale movimento
  • o addirittura, che alterino la postura.

Il tessuto cicatriziale intrappola vasi e comprime nervi e spesso trattiene anche le emozioni che lo hanno creato.

Con il trattamento della cicatrice ci prendiamo cura, attraverso i tessuti alterati, dell’individuo e della storia che lo lega alla lesione.
Sempre più chirurghi oggi prevedono il trattamento degli esiti cicatriziali per garantire la buona riuscita del loro intervento ed aumentare le possibilità di ripristino della corretta funzionalità della zona lesa, oltre che per migliorare il risultato estetico.

Per tutto questo, diventa fondamentale per ogni terapista conoscere le cicatrici, le metodologie e le tempistiche di intervento, così da restituire elasticità, mobilità e funzionalità al tessuto danneggiato.

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Dolore al piede: cause, sintomi e rimedi naturali

Dolore al piede: cause, sintomi e rimedi naturali

Il dolore al piede, o il “mal di piedi”, rappresenta un disturbo molto diffuso, più di quello che si pensi.

E’ determinato da cause diverse, anatomiche o funzionali. Nella maggior parte dei casi, può essere risolto efficacemente in maniera autonoma, a casa, intervenendo con piccoli e semplici rimedi. Tuttavia, se il dolore si intensifica o diviene persistente, è sempre consigliabile consultare il proprio medico curante o il proprio terapista, per approfondire il quadro sintomatologico.

Il piede è un elemento fondamentale nell’uomo: le sue funzioni principali sono quelle di governare costantemente l’equilibrio dell’uomo quando è in piedi, di adattare le sue forme alle asperità del terreno nella deambulazione e di scaricare correttamente a terra le forze discendenti conseguenti al peso del corpo superiore.

Questa molteplicità di funzioni prevede una condizione comune fondamentale in natura: il piede nel suo appoggio al terreno dovrebbe essere libero, non rinchiuso in una calzatura. Se si pensa alle scarpe indossate ogni giorno, ad esempio a quelle con il tacco, viene dunque naturale comprendere come le abitudini dell’uomo moderno comportino oggi frequenti rischi a carico della fisiologia e del benessere del piede, con conseguenti possibili deformazioni, callosità e perdita di efficienza non solo del piede, ma di tutta la struttura scheletrica in generale.

Il “dolore ai piedi”: possibili cause, sintomi e rimedi

Distorsione o Stiramento: dolore al piedeLe cause del dolore ai piedi possono essere molteplici: si va dall’evento traumatico, come la distorsione o lo stiramento, alle condizioni tipiche dell’invecchiamento come l’artrosi o l’artrite. Senza dimenticare le problematiche legate all’equilibrio dell’appoggio del piede, come la fascite plantare, la spina calcaneare o l’alluce valgo, e disfunzioni sistemiche come il diabete o a carico di tessuti nervosi o vascolari.

I dolori più frequenti sono quelli manifestati sulla pianta dell’avampiede, nella zona delle teste dei metatarsi, o sul calcagno, ma sono possibili manifestazioni anche alla pianta o alle dita, associabili a sintomi come parestesie e perdita di sensibilità conseguenti a compressione nervosa.

Vediamo molto brevemente solo alcune delle più comuni cause di dolore al piede e qualche utile rimedio:

1# Fascite plantare

E’ causata da un’infiammazione alla fascia di tessuto (fascia plantare) che si estende dalla base delle dita del piede al tallone: provoca dolore intenso, spesso crampi e può evolvere fino a formare una calcificazione nota come spina calcaneare.
Il dolore, generalmente, è localizzato al tallone, ma spesso si irradia verso l’avampiede; tende a svilupparsi gradualmente nel tempo e peggiora la mattina al risveglio e a fine giornata.
Stare a riposo, fare regolarmente esercizi di allungamento, applicare impacchi di ghiaccio, indossare scarpe adeguate sono strategie che possono spesso alleviare il dolore.
Molto utile praticare un auto massaggio del piede.

2# Alluce valgo e dito a martello

L’alluce valgo consiste in una deformazione e deviazione dell’alluce verso l’esterno. Tipica è la presenza di una zona infiammata e gonfia posta alla base dell’alluce, questa viene popolarmente chiamata “cipolla”. Spesso si accompagna a deformità anche del secondo dito che tende a sollevarsi per fare spazio al primo.
Nella fase infiammatoria, come rimedio domestico, il ghiaccio risulta essere molto utile.
Può essere almeno in parte prevenuto con esercizi e con il riequilibrio del piede.

3# Gonfiori o edemi

Si tratta di accumuli di liquido nei tessuti che provocano gonfiore, pesantezza e dolori nella zona interessata. Gli edemi hanno varia origine, pertanto occorre rivolgersi al medico curante per porre la diagnosi corretta.
Spesso con un drenaggio linfatico manuale, quando indicato, si ottengono ottimi risultati.

4# Neurinoma di Morton

E’ una neo-formazione, una specie di cisti, che si forma su un nervo interdigitale, provocando dolore o sensazione di “scosse elettriche” alle dita dei piedi.
Calzature non adeguate, tacchi alti, alluce valgo, piede piatto o cavo, particolari forme del piede o della lunghezza dei metatarsi possono esserne la causa.

5# Verruche, funghi o micosi

Sono parassiti, di origine differente, che attaccano la cute o le unghie dei piedi. Possono essere dolorose e molto lunghe da curare.
Il dermatologo è lo specialista dedicato.

6# Vesciche, calli e duroni

Le vesciche sono piccole tasche ripiene di liquido che si formano nello strato superiore della pelle, spesso sono causate dallo sfregamento di calzature non idonee.
Spesso il problema è risolvibile con semplici modifiche delle calzature.
I calli e i duroni sono ispessimenti della pelle dovuti ad un sovraccarico locale: a volte provocano dolore.
Bisogna trattare il callo ed anche individuare ed eliminare il sovraccarico che lo provoca.

E’ interessante sapere che le cause di dolori al piede appartengono a diverse discipline fra cui l’osteopatia, la dermatologia, la neurologia, l’ortopedia e l’angiologia.

Come alleviare facilmente il mal di piedi e i gonfiori

Per togliere pesantezza ai piedi dopo una giornata di lavoro è indicato immergerli 3 minuti in acqua fredda e successivamente altri 3 minuti in acqua calda, ripetendo il ciclo 2 o 3 volte, terminando in ogni caso con quella fredda. Questo semplice esercizio riattiva la circolazione.

È possibile praticare un auto massaggio del piede utilizzando una palla da tennis come mostrato in figura, così da rilassare la muscolatura del piede.

massaggio ai piedi con palla tennis

È possibile rendere nuovamente elastici i nostri piedi facendo dello stretching come indicato in figura.

stretching ai piedi

Il Massaggio: Storia, benefici e tipi del più naturale sistema di cura

Storia, Benefici e Tipi di massaggio

Breve storia del Massaggio

I massaggi non sono un lusso, ma una pratica di derivazione antichissima che si declina in molti modi a seconda della provenienza della tecnica; è una delle più antiche forme di trattamento medico e di guarigione che l’uomo abbia mai utilizzato. I primi riferimenti si trovano in manoscritti cinesi che risalgono al 2700 a.C., ma anche nei testi di medicina indiana, quasi 2000 anni più tardi, questa tecnica viene consigliata per ritardare l’insorgere della fatica e, ancora oggi, in India, praticamente chiunque è in grado di eseguirla.

E’ con i greci che si sviluppano due diverse tecniche di massaggio: la prima riguarda il massaggio sportivo legato ai giochi, la seconda, invece, è curativa e connessa alla medicina. Durante il Medioevo, in occidente la pratica viene abbandonata: ogni forma di palpazione del corpo viene, infatti, considerata come peccaminosa.

Verrà “riscoperto” solo nel Rinascimento, per poi aumentare la sua popolarità nel XVII secolo grazie all’intervento di un medico svedese, Henrik Ling, che decise di codificare le diverse tecniche. Verso la fine del XIX secolo, la tecnica del massaggio cominciò ad essere usata pressoché regolarmente come trattamento medico.

Oggi le tecniche di massaggio codificate sono numerose. Tutte hanno un’efficacia ed un campo di azione specifici. Ad esempio, possiamo ricordare le seguenti:

Il massaggio è anche una delle prime tecniche di cura che si sperimentano almeno una volta nella vita. Quando ci si fa male o si prova dolore, il primo istinto è quello di massaggiare la zona interessata per tentare di trarre un beneficio dalla stimolazione del massaggio. Si tratta di un gesto inconsapevole in grado di provocare piccoli benefici, ma che in generale fa proprio parte dei primi meccanismi terapeutici che l’uomo adotta.

I Benefici del massaggio

I benefici fisici e psicologici di questa pratica sono stati riconosciuti fin dall’antichità, tanto che si può senz’altro affermare che l’arte medica abbia avuto inizio proprio coi massaggi.

Sebbene ogni massaggio sia destinato a un particolare tipo di risultato, possiamo tranquillamente affermare che le diverse tecniche di massaggio consentono una larga serie di benefici  che vanno dal rilassamento al vigore muscolare, dall’annullamento dello stress al ripristino dell’energia, dalla rieducazione del muscolo alla cura del benessere psicofisico globale.

Benefici del MassaggioAlcune tecniche consentono anche una valida forma di prevenzione, suggerendo un intervento di contatto finalizzato alla correzione di un disequilibrio organico.

In generale, gli effetti positivi sono molteplici e non tutti ben compresi. Attraverso studi approfonditi sono stati dimostrati scientificamente gli effetti meccanici, biochimici e psicologici. Il massaggio è una tecnica olistica ed in ciò risiede la sua forza. Porta quindi al benessere fisico, psichico e sociale.

Controindicazioni

È anche vero che vi sono tecniche di massaggio dolci e meno dolci, estetiche o terapeutiche, a volte dolorose, che molti non conoscono. Per questo motivo esistono, anche per le tecniche di massaggio, una serie di controindicazioni, generali e/o localizzate, e casi in cui è totalmente sconsigliato, in quanto potrebbe addirittura portare ad un’accentuazione dei sintomi.

Ogni tecnica ha delle proprie controindicazioni, più o meno definite e specifiche, che il terapista deve tenere conto in alcune situazioni, fondamentali per agire con cautela e correttezza professionale. Questo è uno dei motivi per cui è sempre consigliato affidarsi alle cure di un professionista del settore.

Tipi e Tecniche di Massaggio

Massaggio OrientaleCome abbiamo visto, le tecniche di massaggio diffuse sono tantissime, stili differenti che sono finalizzati a volte al benessere, all’estetica, alla terapia … insomma tante risorse per ogni tradizione.

Si parla molto delle evoluzioni del massaggio orientale fino all’occidente e, sicuramente, le manipolazioni che arrivano dall’India, dal Giappone e dalla Cina (Shiatsu, Ayurvedico, Thailandese, TuiNa, etc.) esercitano un forte fascino e hanno avuto una grande espansione negli ultimi decenni. Ma sono svariate anche le tecniche di tradizione occidentale (classico, linfodrenaggio, fascia terapia, massaggio svedese, etc.) che vengono oggi sapientemente eseguite da professionisti.

Scopo del terapista

Lo scopo del terapista, nel processo di cura, è cercare di ridare al paziente il massimo dell’indipendenza, tenendo ben presente la storia personale, lo status sociale, il retroterra culturale: tutti fattori che influenzano il trattamento e gli esiti.

La ricerca della miglior condizione di vita è, per un terapista, una vera e propria missione, un traguardo da far comprendere ai propri pazienti. Un elemento di fondamentale importanza nella terapia risulta quindi la relazione, basata sulla comunicazione instaurata tra terapista e paziente ; bisogna prendersi cura del paziente e per fare questo è necessario sviluppare ottime capacità di dialogo, ma soprattutto capacità di ascolto.

La medicina olistica, la terapia olistica, ma soprattutto l’approccio olistico al paziente

medicina olistica

Rispondere alla domanda “Cos’è la medicina olistica?” è allo stesso tempo semplice e complesso. Bisogna argomentare la risposta per portare chi legge, o chi ci ascolta, oltre preconcetti e muri culturali. Nonostante l’uso inflazionato e fuorviante che ne è stato fatto negli ultimi decenni, il termine “olistico” resta la definizione più appropriata per definire ai pazienti un approccio globale alla salute. La visione olistica considera il nostro organismo come uno e unico e come tale va curato.
La parola olismo, insieme all’aggettivo olistico, è stata coniata negli anni venti da Jan Smuts, politico, intellettuale e filosofo secondo cui le proprietà di un sistema non sono date dalla somma dei singoli componenti, bensì è il sistema che influenza le parti che lo costituiscono.
Negli anni, i fronti di sviluppo di questo paradigma si sono moltiplicati, trovando oggi applicazione in medicina, psicologia, fisica, filosofia, pedagogia e perfino nel marketing. Il tipico esempio di struttura olistica rimane tuttavia l’organismo biologico, poiché l’essere vivente in quanto tale va considerato come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono.

Cos’è la medicina olistica?

Cos'è la medicina Olistica?La corrente di pensiero dellolismo può essere applicata a molte discipline. Il termine olismo proviene dal greco όλος, olos, che sta per “totalità”, “intero”. L’olismo in medicina rappresenta uno stato di salute globale, l’unione di corpo, mente, ambiente e società in cui fattori biologici, psicologici e sociali sono fortemente interconnessi.

La ricerca della salute in medicina olistica è orientata alla persona e non alla malattia, alla causa che ha generato una disfunzione e non al sintomo, al sistema e non all’organo, al ripristino della funzione stimolando il naturale processo di auto-guarigione del corpo (ci basti pensare alla capacità di auto-rigenerazione delle cellule, dei tessuti, degli organi…). L’obiettivo che la medicina olistica si prefigge non è quello di curare un singolo organo o tessuto, ma è quello di riportare equilibrio e benessere all’individuo nella sua totalità e di ristabilire l’equilibrio con l’ambiente circostante.

Un altro aspetto importante da sottolineare riguarda la prevenzione (intesa come un corretto stile di vita) che è fondamentale per mantenere uno stato di salute. L’atteggiamento di ciascuno di noi dovrebbe essere quindi responsabile e volto a prevenire la malattia, sia sul piano fisico che su quello mentale e spirituale.

Qualche esempio di terapia o disciplina olistica

La parola “olistico” viene spesso accostata a massaggi di varia natura. Ma fino a che punto è corretto utilizzare questa parola per descrivere determinati trattamenti?

Esistono tantissime terapie olistiche e ognuna ha regole proprie. Tutte quante però hanno in particolare una cosa in comune: far raggiungere al paziente il benessere a livello globale, ognuna con un approccio proprio e specifico. Alcune tecniche sono più orientate al lavoro sul piano fisico, altre su quello emozionale e altre ancora su quello energetico e spirituale. Le discipline olistiche hanno alla base del loro sistema una ricerca atta a individuare le vere cause del problema, senza soffermarsi sul sintomo.

Le grandi tradizioni mediche orientali, come la medicina tradizionale cinese con le sue emozioni e la medicina ayurvedica, contengono nel proprio corpus medico una vasta gamma di terapie olistiche. Qui la visione dell’energia è fondamentale, così come di rilevante importanza è l’aspetto spirituale, che sfocia nella meditazione, più o meno specializzata. Vi è inoltre un’altra serie di discipline olistiche, come la chiropratica e buona parte dell’osteopatia, che si soffermano sulla componente fisico-strutturale e ancora, la Terapia Funzionale Globale e la Terapia cranio-sacrale, che si focalizzano sulle tre aree, struttura-biochimica-psiche, del paziente.

L’approccio olistico al paziente o alla disfunzione

Approccio olistico al pazientePiù che di terapie olistiche risulta quindi fondamentale parlare di un approccio olistico al paziente, che non deve essere visto come esclusivo e lontano dalle metodologie di intervento della medicina tradizionale o “scientifica”. Innanzitutto, perché l’approccio di tipo olistico non è finemente terapeutico, cioè non si limita a curare il sintomo. Vi è anche una importante dimensione di prevenzione e un’altrettanto importante componente di conservazione e miglioramento dello stato di salute.

Inoltre, la medicina olistica non si contrappone a quella tradizionale e non esclude le cure mediche necessarie per ogni tipo di patologia, ma va ad aggiungersi per la ricerca di un equilibrio che possa migliorare lo stato generale della qualità di vita del paziente.

Quando si parla di “olistico”, non si può parlare di singole tecniche, ma di “arti intellettuali”, di “forme di pensiero”, questo perché per comprendere un determinato aspetto, alla base c’è un lavoro di ricerca che raccoglie aspetti fisiologici, psicologici, sociali, emozionali, comportamentali… Da qui deriva la “totalità” descritta nell’olismo. L’approccio olistico alla malattia vuole che non si consideri solo il disturbo che il paziente lamenta, considerato come il sintomo della malattia, ma ciò che produce il sintomo, ovvero le cause della malattia, che vanno ritrovate nel mondo intero, generale, della persona, nelle sue relazioni con il complesso (l’insieme) di cui fa parte.

Una volta individuata la causa primaria, potremo curare il disturbo fisico a partire dalla sua origine e non dalla sua manifestazione.

Ma l’olismo non si applica solo alla concezione del “paziente”, bensì anche al tipo di intervento: per “approccio olistico” si intende infatti un intervento “integrato”, in grado di sfruttare i punti di forza di diverse discipline.

Curare il paziente e non la malattia: l’importanza del coinvolgimento

Dal punto di vista clinico, un elemento di fondamentale importanza è la relazione: bisogna prendersi cura del paziente nella sua globalità e per fare questo è necessario sviluppare una capacità di dialogo, ponendo al paziente le giuste domande, ma soprattutto una capacità di ascolto. Il paziente ci offre importanti notizie sulle sue condizioni fisiche purché lo si sappia ascoltare. Inoltre, il paziente può fornire indispensabili informazioni se lo si osserva con attenzione: nel volto, nello sguardo, nei gesti, nella posizione del corpo, nel tono della voce.

Nella cura olistica, il paziente non risulta un soggetto passivo, ma deve essere coinvolto in modo attivo e collaborativo nella gestione della disfunzione, già a partire dalle prime fasi del suo iter terapeutico. Deve essere motivato continuamente al mantenimento di un adeguato stile di vita. Occorre supportarlo nello sforzo da lui compiuto riconoscendo i progressi ottenuti. Questo aumenta il suo coinvolgimento nella terapia.

“Il medico del futuro non somministrerà medicine, ma coinvolgerà il paziente nella cura della struttura e delle funzioni dell’organismo umano, nell’alimentazione, nelle cause e nella prevenzione delle malattie”. (Thomas Edison)

Il CSTM Centro Studi di Terapie Multidisciplinari, da sempre, mette al centro delle sue formazioni l’approccio olistico. Gli studenti e i professionisti sono accompagnati allo studio e all’apprendimento di tutte le tecniche manuali con particolare attenzione al ragionamento/pensiero olistico. Un approccio centrato sulla persona nel suo insieme e una cura mirata al ripristino del disordine fisiologico, focalizzata alla ricerca del benessere in una condizione di omeostasi (equilibrio), in grado di eliminare gli “ostacoli” che impediscono all’organismo di svolgere al meglio la sua funzione.

Il dolore alla spalla:  l’approccio olistico della MTC

Il dolore alle articolazioni è un disturbo molto frequente. Colpisce soprattutto gli anziani, a causa del naturale processo di usura delle articolazioni, ma si può manifestare in qualsiasi fascia d’età. Anche se non è una vera e propria “malattia”, il dolore alle articolazioni è un sintomo a volte molto invalidante.

L’articolazione della spalla, la più mobile del corpo umano, può svolgere doversi movimenti: in estensione, flessione, abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna.
In Medicina Tradizionale Cinese, a ciascun movimento è associato un Meridiano, un canale energetico, i cui punti trattano condizioni diverse:

  • infiammazioni (borsite, capsulite, tendinite…)
  • carenze e usura
  • impotenza funzionale
  • periartrite…

I dolori della spalla sono classificati come Sindromi “Bi”, cioè “ostruzioni”. Se non sono causati da traumi, sono dolori che compaiono in seguito a una cattiva circolazione energetica (ad esempio i dolori che compaiono al risveglio e scompaiono al mattino).
In altri casi si classificano invece all’interno delle Sindromi “Wei”, quando si associano ad impotenza funzionale, artrite, paresi o paralisi della spalla.

Saper interpretare il dolore

Il dolore fisico per la medicina cinese rappresenta una manifestazione di stasi, in particolare di stasi di energia e/o sangue. Anche se è il dolore alle articolazioni a creare il disagio, questo è in realtà solo un campanello d’allarme che deve farci ragionare sulle cause effettive del disagio.

Molto spesso i nostri pazienti ci chiedono il motivo della manifestazione di un dolore, se la tal vicenda può aver influito, o perché, nella tale circostanza, il problema alla spalla è tornato dopo che sembrava guarito …
Al terapista è richiesto un approccio seriamente olistico, in grado non solo di valutare e trattare una spalla, ma anche sviluppare la capacità di saper interpretare il dolore.

Curare il dolore all’articolazione è importante per la qualità della nostra vita, ma bisogna andare oltre alla cura del sintomo: bisogna risalire alla “radice”. Solo in questo modo si può risolvere definitivamente il problema.

Da cosa dipende il dolore alle articolazioni in MTC?

Tra i primi fattori alla base del dolore articolare ci sono cause esogene come il freddo, il vento e l’umidità.
Il dolore e il blocco funzionale conseguente sono dovuti al fatto che le energie che penetrano perturbano la circolazione energetica dei meridiani che interessano l’arto, o l’articolazione interessata, fino a determinare il blocco del suo fluire.

Altri fattori possono essere legati a traumi, o microtraumi, per esempio con movimenti ripetitivi (sport, attività lavorativa…).

Ma la questione va oltre e coinvolge il senso di unità mente-corpo che è alla base di questa disciplina. Nella MTC esiste la relazione tra il dolore articolare e le emozioni.

Quando il dolore alla spalla e la sua limitazione funzionale sono dovuti ad un conflitto interiore, quando alcuni atteggiamenti psico-emotivi hanno conseguenze sulla postura delle spalle, possiamo definire:

  • La “Sindrome di Atlante” relativa a chi esercita un eccessivo bisogno di controllo sulla realtà, con la tendenza a caricarsi tutte le responsabilità.
  • La “Sindrome di Ercole” relativa più spesso agli iperattivi, ai combattivi, agli irruenti, persone con una componente fisica dominante su quella intellettiva, che tendono a rifuggire dal divenire adulti.
  • La “Sindrome di Enea”, accade a chi non vede più un destino avanti a sé, sente esaurita le proprie potenzialità o  le vicende della vita hanno imposto dei cambiamenti non condivisi.

E ancora:

  • chi si blocca per il peso morale delle proprie scelte o per la difficoltà di essere coerenti
  • gli anziani, in cui il declino energetico si fa risentire nella perdita del tono muscolare delle spalle

Con questo non dobbiamo pensare che il dolore alle articolazioni dipenda sempre e comunque dagli aspetti emozionali. Più semplicemente, emozioni molto intense o protratte molto a lungo nel tempo possono favorire squilibri che, a loro volta, favoriscono il manifestarsi del dolore alle articolazioni, insieme spesso anche ad altri disturbi fisici.

SOSTENERE i nostri pazienti nel risanamento e nel percorso di crescita

E’ importante individuare le vie energetiche interessate, ciò è possibile in base al movimento della spalla che risulta alterato o bloccato e alla presenza di punti dolorosi, sia spontanei che provocati, lungo i meridiani.
La diagnosi sarà completata dall’anamnesi che potrà fare luce sulla causa scatenante e dall’esame della lingua che, secondo la MTC, consente di valutare lo stato energetico dell’organismo e le sue perturbazioni.

Se le articolazioni permettono il movimento, i dolori alle articolazioni lo limitano fino al totale irrigidimento. Questo vale a livelli fisico e a livello psichico.
La PRESSIONE dovrà SOSTENERE, laddove si creano carenze, ma anche SBLOCCARE nelle ostruzioni nei meridiani.

Esercizi e Benefici dello Stretching per lo sportivo e non solo

Stretching: Benefici e Vantaggi

Affrontare un’attività agonistica è, oggi più che mai, una scelta che impone una presa di coscienza differente del concetto di preparazione ed allenamento.

Preparazione atletica e visione tridimensionale della Salute

Nella prestazione sportiva e nella sua scrupolosa fase di avvicinamento serve integrare, oltre alle normali preparazioni atletiche, anche una visione tridimensionale dell’equilibrio individuale, rappresentato, e garantito, dalla fondamentale e continua interazione tra le tre aree principali della Salute di un uomo:

  • l’area strutturale: influenzata principalmente da recettori posturali non equilibrati e da atteggiamenti posturali errati che generano retrazioni muscolari sbilanciate e dolorose
  • l’area biochimica: costituita da quello che mangiamo, cosa e quanto beviamo
  • l’area psicologica: condizionata da emozioni, pensieri, paure, sentimenti che interagiscono con il nostro corpo

Per incrementare le proprie performance sportive, mantenendone allo stesso tempo la sostenibilità, risulta dunque fondamentale non tralasciare alcuno aspetto delle tre singole aree.

Migliora la tua performance sportiva con esercizi di stretching

Stretching e allungamento sono imprescindibili per mantenere in forma la struttura muscolo-scheletrica.

Stretching è un termine di provenienza angolofona, derivante dal verbo “to stretch”, traducibile in “allungare”. Nell’ambito dell’attività fisica, viene utilizzato per descrivere una metodica che consiste nell’esecuzione di specifici esercizi con l’obiettivo di allungare muscoli e mobilizzare articolazioni mantenendo il corpo in un buono stato di forma.

A cosa servono gli esercizi di stretching?

Gli esercizi di stretching servono per sollecitare, oltre alle fibre muscolari, anche il tessuto connettivo (tendini, fasce ecc.) presente nella struttura contrattile, che mantiene questa caratteristica solamente se viene regolarmente sollecitato con l’esercizio fisico. Fondamentale risulta quindi prevedere un tipo di attività orientata all’allungamento muscolare, sia con finalità di prevenzione degli infortuni che di recupero dopo l’allenamento.

Lo stretching, in condizioni non patologiche, si basa sul presupposto che maggiore allungamento ed  elasticità muscolari possono voler dire maggiore ampiezza dei movimenti, maggiore forza, maggiore risparmio energetico e maggiore coordinazione. Non va però dimenticato che un muscolo, per poter essere stirato o allungato adeguatamente, deve prima di tutto essere preparato attraverso una serie di specifiche sedute di massaggio, capaci di liberare quelle fibre muscolari che, a causa di miogelosi o contratture, risulterebbero intrappolate e, dunque, a rischio lesione nel caso di esercizi di allungamento.

Francoise Mezieres (1909-1991) scriveva: “… si allunga solo ciò che già può allungarsi. Come un elastico vecchio il tessuto si allunga nei punti sani, cioè dove non serve, mentre là dove è deteriorato, nella migliore delle ipotesi non succede nulla. Faremo delle bellissime ”asana” e delle splendide spaccate, ma tutte a carico di quella zona che si è potuta allungare, probabilmente extraestendendola e portandola verso il disequilibrio”.

Stretching e allungamento la combinazione vincente

Stretching ed allungamento, insieme al massaggio, sono strumenti fondamentali per chiunque si accinga ad intraprendere un’attività sportiva o per coloro che già la svolgono abitualmente.

Massaggio e Stretching alleati in 3D, dunque! Ma non solo per la struttura muscolo-scheletrica. Se consideriamo l’area psiche, infatti, insieme risultano capaci di influenzare direttamente la capacità di gestione dello stress, dando rilassatezza,  stimolazione e maggiori risorse per la gestione dei carichi o per il recupero dall’attività. Se pensiamo all’area biochimica, invece, regolarizzano e normalizzano la gran parte delle attività metaboliche utili al mantenimento dell’omeostasi, risolvendo inoltre possibili disequilibri potenzialmente dannosi per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Ma che differenza c’è tra stretching ed allungamento?

Forse non tutti sanno che, nel corpo umano, i muscoli scheletrici, o volontari, vengono suddivisi in tonici e fasici. Il muscolo tonico è responsabile della postura, quello fasico del movimento. Ognuno dei muscoli in dotazione all’uomo ha una serie di fibre toniche ed una di fibre fasiche, con una preponderanza delle une rispetto alle altre a seconda della funzione primaria che quel muscolo deve svolgere.

Essendo differenti nella funzione, richiedono necessariamente esercizi specifici per essere mantenuti adeguatamente elastici e prestanti.

  • I muscoli tonici, ad esempio, si allungano con esercizi di mantenimento della posizione prolungata nel tempo (10/12 minuti di statica per ciascuna posizione);
  • I muscoli fasici invece con esercizi di stiramento di durata minore (1 minuto max).

Stretching e AllungamentoQuali sono i principali metodi di stretching?

Esistono varie tipologie di stretching, tra cui:

  • Statico
  • Dinamico
  • Balistico
  • Attivo
  • Passivo
  • Propriocettivo…

Ogni tipologia di stretching ha benefici specifici, rischi e modalità di esecuzione. La risposta alla domanda risulta dunque sicuramente complessa, perché è legata all’individualità e soprattutto agli obiettivi, sportivi e non, che ciascuno si pone.

Alla luce di questo, risulta di fondamentale importanza affidarsi a professionisti del settore per iniziare, continuare ed evolvere una qualsiasi attività sportiva, affinché sappiano indirizzare l’individuo verso la scelta di attività efficaci per il raggiungimento dei propri obiettivi.

MASSAGGIO E STRETCHING: ALLEATI PER IL BENESSERE

Il nostro corpo ci chiede equilibrio, in ognuna delle cose che facciamo: costringerlo ad una continuativa permanenza in posizione seduta, oppure sovraccaricarlo di allenamenti senza una adeguata preparazione, risulta per lui assolutamente deleterio.

Il benessere del corpo sta nel mezzo, nell’esatto confine tra il troppo ed il troppo poco, ed è strettamente influenzato dal movimento a cui lo sottoponiamo e dall’elasticità muscolare che lo caratterizza.

Chi vive oggi una vita energica ed appagante lo sa bene e, per non perdere queste condizioni privilegiate, persegue incessantemente il rispetto di questi due concetti chiave, inscritti nella fisiologia stessa del tessuto muscolare. La moltitudine di fasci di fibre elastiche che lo compongono, devono infatti poter scorrere liberamente tra di loro per mantenersi tali ed il massaggio risulta uno strumento fondamentale per poter garantire questa condizione vitale. Grazie alle sue specifiche manualità, infatti, riesce a rimuovere le “gabbie” che intrappolano le fibre bloccate dalle cattive abitudini.

Unendo all’effetto del massaggio quello potenziante dello stretching, somministrato coerentemente rispetto al distretto da ripristinare, si ottengono importantissimi risultati in termini di durata, garantendo al paziente un periodo di benessere più duraturo.

Le piacevoli sensazioni legate alla libertà nel movimento, le infinite possibilità di un corpo agile e flessibile e le incredibili energie che scaturiscono da una struttura mantenuta elastica, contribuiscono a rendere la Vita dell’individuo decine di volte più appagante e soddisfacente.
Imparare come utilizzare al meglio questi due “alleati per il benessere” è un’opportunità imprescindibile per ridare benessere a tutti i nostri pazienti!